Il ciuccio è amico dei nostri bambini e anche delle mamme.
A volte viene usato troppo spesso e a sproposito. Bisogna stare molto attenti quando il bambino piange. Possono esserci tanti motivi per cui si lamenta come: coliche, ruttino, il pannolino sporco, fame, non dobbiamo subito ricorrere al ciuccio ma ascoltiamo quello che vuole dirci e cerchiamo di risolvere il problema. Potrebbe essere che una coccola, il suono della nostra voce, un abbraccio, risolva il pianto e faccia spuntare anche un sorriso.
Ci sono alcuni bambini che non vogliono neanche vedere il succhiotto, per il dipiacere delle mamme. Altri invece ne vanno matti e sentono proprio il bisogno di succhiare. Perchè avviene questo?
Il neonato non riesce a cmminare, a parlare, si relaziona con il mondo e fa esperienze attraverso la bocca. Se vede un oggetto, la sua prima reazione è metterselo in bocca, per poterlo conoscere. Allo stesso tempo per sentirsi tranquillo, calmarsi perchè non vede la mamma, il bambino si mette in bocca il ciuccio o gli viene messo in bocca e lui si sentirà meglio.
Non è dannoso come possono pensare alcuni, è bene disabituarlo intorna ai 12-15 mesi, ma si vedono bimbi che lo usano anche fino ai 3 anni. Ebbene, non provocano problemi ai denti se disabituati intorno ai 2-3 anni, basta che il bambino non lo usi per tutto il giorno ma si limiti alla nanna e che il succhiotto non venga pocciato in sostanze dolci, zuccherate che possono provocare carie ai denti da latte.
Studi hanno rilevato che il succhiotto riduce la SIDS ossia la morte in culla perchè evita che avvengano le apnee notturne, ovvio che se il bambino durante il sonno perde il ciuccio non è necessario metterglielo in bocca per l'incubo della SIDS.
Il succhiotto va cambiato quando è consumato ed è preferibile quello ad un unico pezzo per evitare che si stacchino delle parti ed è consigliato il succhiotto con la tettarella a forma di ciliegia perchè più simile al capezzolo.
Per i primi 3 mesi andrebbe sterilizzazto almeno una volta al giorno ed è inutile dire che va sciacquato ogni volta che cade a terra.
Per aiutare il bambino a disabituarsi bisogna essere molto pazienti e procedere per gradi per non creare traumi.
Si può iniziare limitandone l'uso solo per dormire. Durante il giorno si deve nasconderlo e se il bambino dovesse richiederlo si può concedere per pochi minuti per poi distrarlo con qualche gioco e farlo sparire fino a sera.
Un altro modo è regalare il ciuccio a qulache altra persona, dicendo che questa ne ha più bisogno, ovvimente non bisogna forzare il bambino ma deve essere d'accordo nel donarlo. Si può donarlo anche a un pupazzo oppure adottare un piccolo rituale, come metterlo sotto terra o metterlo su un albero. Una mia amica lo ha appeso sull'albero di Natale e il bambino se l'è praticamente dimenticato. Ogni anno lei lo appende di nuovo e il bimbo ricorda con un sorriso il suo compagno di nanne.
In qualsiasi modo si voglia fare è importante non creare situazioni di stress, non sgridare o criticare il bambino.
Un punto di vista informale su crescita, sviluppo, fobie e comportamento del bambino in base alle mie esperienze e conoscenze
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lunedì 24 settembre 2012
lunedì 17 settembre 2012
La musica fa bene al bambino!
Salve a tutti! Oggi volevo trattare dell'importanza della musica per il bambino.
Tutti sappiamo come la musica sia rilassante. Quando siamo tristi o stanchi, cantare una canzone è quasi sempre una soluzione.
Per il bambino non è diverso. Cantare al proprio bimbo per farlo addormentare è ottimo per rilassarlo, cullarlo fino nel mondo dei sogni.
Già dalla pancia della mamma la musica entra in gioco. Il feto incomincia a sentire i suoni intorno al quinto, sesto mese. Se la mamma canta una canzoncina al bimbo dentro di lei questo se la ricorderà e se la sente anche dopo essere nato, magari durante la nanna, sicuramente ricorderà la tranquillità che provava in pancia e si metterà calmo.
Il piccolo nato da poco non sopporta i rumori forti e troppo acuti, sarebbe meglio quindi non alzare troppo la voce e abbassare il volume di tv e radio.
La musica ideale per rilassare il bambino molto piccolo resta la musica classica come ad esempio Mozart.
Vari studi hanno rilevato che musica abbassa lo stress, infatti riduce la tensione, regolarizza i battiti cardiaci e la pressione.
Verso i 7 mesi il bimbo riesce a muoversi a ritmo, verso l'anno balbetta qualche canzoncina.
A 2 anni i bambini si scatenano, ballano, saltano, cantano le loro canzoni preferite mimandole e, verso i 6 anni hanno una loro playlist delle canzoni preferite.
Per canzoni si intendono anche filastrocche e vocalizzi che hanno una loro musicalità e sono rapidamente memorizzabili.
I piccoli vengono attratti anche dal linguaggio che la mamma usa.
Ogni mamma adotta un suo modo di esprimersi al proprio figlio attraverso paroline smorzate, semplificate, ma come sostiene Stern, i bambini non sono attratti da quello che viene detto ma da come viene detto, con quale musicalità.
La musica è una vera medicina, nutre mente e spirito, sviluppa le capacità artistiche attivando l'emisfero destro del cervello.
Genitori! Cantate con i vostri figli! Rafforza il legame affettivo, le relazioni diventano più stabili condividendo assieme un momento di gioia come il cantare una bella canzone. Date il via a serate karaoke!
Non importa se siete stonati, l'importante è stare assieme e divertirsi!
Tutti sappiamo come la musica sia rilassante. Quando siamo tristi o stanchi, cantare una canzone è quasi sempre una soluzione.
Per il bambino non è diverso. Cantare al proprio bimbo per farlo addormentare è ottimo per rilassarlo, cullarlo fino nel mondo dei sogni.
Già dalla pancia della mamma la musica entra in gioco. Il feto incomincia a sentire i suoni intorno al quinto, sesto mese. Se la mamma canta una canzoncina al bimbo dentro di lei questo se la ricorderà e se la sente anche dopo essere nato, magari durante la nanna, sicuramente ricorderà la tranquillità che provava in pancia e si metterà calmo.
Il piccolo nato da poco non sopporta i rumori forti e troppo acuti, sarebbe meglio quindi non alzare troppo la voce e abbassare il volume di tv e radio.
La musica ideale per rilassare il bambino molto piccolo resta la musica classica come ad esempio Mozart.
Vari studi hanno rilevato che musica abbassa lo stress, infatti riduce la tensione, regolarizza i battiti cardiaci e la pressione.
Verso i 7 mesi il bimbo riesce a muoversi a ritmo, verso l'anno balbetta qualche canzoncina.
A 2 anni i bambini si scatenano, ballano, saltano, cantano le loro canzoni preferite mimandole e, verso i 6 anni hanno una loro playlist delle canzoni preferite.
Per canzoni si intendono anche filastrocche e vocalizzi che hanno una loro musicalità e sono rapidamente memorizzabili.
I piccoli vengono attratti anche dal linguaggio che la mamma usa.
Ogni mamma adotta un suo modo di esprimersi al proprio figlio attraverso paroline smorzate, semplificate, ma come sostiene Stern, i bambini non sono attratti da quello che viene detto ma da come viene detto, con quale musicalità.
La musica è una vera medicina, nutre mente e spirito, sviluppa le capacità artistiche attivando l'emisfero destro del cervello.
Genitori! Cantate con i vostri figli! Rafforza il legame affettivo, le relazioni diventano più stabili condividendo assieme un momento di gioia come il cantare una bella canzone. Date il via a serate karaoke!
Non importa se siete stonati, l'importante è stare assieme e divertirsi!
lunedì 10 settembre 2012
Essere mancini
Siete mancini o destri?
Io sono mancina e non mi vergogno di esserlo.
Essere mancini come tutti sanno consiste nell'usare prevalentemente la parte sinstra del corpo. Si scrive, si prendono gli oggetti, si predilige la mano sinistra.
Questa preferenza deriva da fattori ereditari e la parte del cervello che la coordina si chiama emisfero destro.
Prima di parlare delle qualità dei mancini è bene ricordare come venivano considerati in passato. Non è necessario andare troppo indietro nel tempo perchè ancora oggi molti ritengono un difetto scrivere con la mano sinistra.
Già la definizione della parola non aiuta a farsi una bella idea perchè il significato è malato, mancante della mano destra.
I cristiani consideravano la mano sinistra come la mano del diavolo ( non a caso Gesù siede alla DESTRA del Padre), i greci durante le rappresentazioni a teatro, facevano entrare i personaggi cattivi, subdoli, a sinistra, come simbolo del male.
Ai bambini mancini veniva legata la mano dietro la schiena per imparare ad usare la destra oppure venivano picchiati se per istinto usavano la mano sbagliata.
Il mondo attuale non aiuta i mancini perchè forbici, coltelli, maniglie, il cambio delle auto, sono state progettate per i destri; la stessa scrittura occidentale va a sfavore dei mancini, infatti se avete bambini che preferiscono la mano sinistra potete vedere come si sporchino le mani quando scrivono trascinandosi l'inchiostro.
Nonostante queste difficoltà, ci sono innumerevoli pregi nell'aver sviluppato maggiormente l'emisfero destro rispetto al sinistro.
La parte destra del cervello è la sede delle capacità artistiche e creative, i bambini mancini hanno quindi maggiore fantasia, sono più bravi nel disegnare , sono più rapidi nel ragionare e nel coordinare le informazioni oltre che essere più intelligenti.
Il mancino inoltre ha una grande capacità di memorizzare le cose attraverso le immagini.
Grazie alle difficoltà che i destri hanno creato, i mancini sono molto più capaci ad adattarsi alle situazioni e a superare difficoltà pratiche.
Quindi alla domanda "E' un bene correggere i bambini mancini e obbligarli a usare l'altra mano?" io rispondo di no, sarebbe andare contro la natura del bambino. Usare una mano rispetto ad un'altra è una cosa scritta nei geni, proprio come un bambino che nasce con i capelli rossi.
Correggere e quaindi andare contro natura può provocare squilibri emotivi perchè il bambino non può seguire un suo istinto, danni psicologici e nei casi più gravi balbuzie.
I bambini, verso i 18 mesi, altri verso i 6 anni, mostrano la loro preferenza, i genitori per non influenzarli dovrebbero porre gli oggetti davanti ai bambini, saranno loro a decidere quale mano utilizzare.
Gli esperti consigliano di dare gli oggetti a tutte e due le mani, senza preferirne una in particolare.
Giusto per fare qualche nome sono ed erano mancini: Leonardo da Vinci, Michelangelo, Beethoven, Einstein, Bill Gates.
Per concludere, viva i destri, viva i mancini, viviamo senza discriminazione e festeggiamo il 13 agosto la giornata mondiale dei mancini!
Io sono mancina e non mi vergogno di esserlo.
Essere mancini come tutti sanno consiste nell'usare prevalentemente la parte sinstra del corpo. Si scrive, si prendono gli oggetti, si predilige la mano sinistra.
Questa preferenza deriva da fattori ereditari e la parte del cervello che la coordina si chiama emisfero destro.
Prima di parlare delle qualità dei mancini è bene ricordare come venivano considerati in passato. Non è necessario andare troppo indietro nel tempo perchè ancora oggi molti ritengono un difetto scrivere con la mano sinistra.
Già la definizione della parola non aiuta a farsi una bella idea perchè il significato è malato, mancante della mano destra.
I cristiani consideravano la mano sinistra come la mano del diavolo ( non a caso Gesù siede alla DESTRA del Padre), i greci durante le rappresentazioni a teatro, facevano entrare i personaggi cattivi, subdoli, a sinistra, come simbolo del male.
Ai bambini mancini veniva legata la mano dietro la schiena per imparare ad usare la destra oppure venivano picchiati se per istinto usavano la mano sbagliata.
Il mondo attuale non aiuta i mancini perchè forbici, coltelli, maniglie, il cambio delle auto, sono state progettate per i destri; la stessa scrittura occidentale va a sfavore dei mancini, infatti se avete bambini che preferiscono la mano sinistra potete vedere come si sporchino le mani quando scrivono trascinandosi l'inchiostro.
Nonostante queste difficoltà, ci sono innumerevoli pregi nell'aver sviluppato maggiormente l'emisfero destro rispetto al sinistro.
La parte destra del cervello è la sede delle capacità artistiche e creative, i bambini mancini hanno quindi maggiore fantasia, sono più bravi nel disegnare , sono più rapidi nel ragionare e nel coordinare le informazioni oltre che essere più intelligenti.
Il mancino inoltre ha una grande capacità di memorizzare le cose attraverso le immagini.
Grazie alle difficoltà che i destri hanno creato, i mancini sono molto più capaci ad adattarsi alle situazioni e a superare difficoltà pratiche.
Quindi alla domanda "E' un bene correggere i bambini mancini e obbligarli a usare l'altra mano?" io rispondo di no, sarebbe andare contro la natura del bambino. Usare una mano rispetto ad un'altra è una cosa scritta nei geni, proprio come un bambino che nasce con i capelli rossi.
Correggere e quaindi andare contro natura può provocare squilibri emotivi perchè il bambino non può seguire un suo istinto, danni psicologici e nei casi più gravi balbuzie.
I bambini, verso i 18 mesi, altri verso i 6 anni, mostrano la loro preferenza, i genitori per non influenzarli dovrebbero porre gli oggetti davanti ai bambini, saranno loro a decidere quale mano utilizzare.
Gli esperti consigliano di dare gli oggetti a tutte e due le mani, senza preferirne una in particolare.
Giusto per fare qualche nome sono ed erano mancini: Leonardo da Vinci, Michelangelo, Beethoven, Einstein, Bill Gates.
Per concludere, viva i destri, viva i mancini, viviamo senza discriminazione e festeggiamo il 13 agosto la giornata mondiale dei mancini!
venerdì 7 settembre 2012
La pipì a letto: enuresi
Avete mai fatto la pipì a letto?
Io si, e tutte le volte andavo a chiamare la mamma che mi cambiava pazientemente le lenzuola.
I bambini di 3-4 anni incominciano a controllare gli sfinteri, riuscendo così ad andare in bagno quando viene lo stimolo.
Capita però che di notte venga la necessità di fare la pipì e non riuscendo a svegliarsi perchè si dorme beatamente, si bagni il letto.
La mamma o il papà svegliati nel bel mezzo della notte non devono sgridare il bambino, per lui è già abbastanza umiliante fare la pipì a letto, se poi si aggiunge anche un bel rimprovero le sua autostima ne risentirà sicuramente.
E' bene quindi rassicurarlo che non è successo niente, farsi aiutare a cambiare le lenzuola, dobbiamo essere comprensivi perchè ogni bambino ha i suoi tempi e con un clima sereno la cosa si risolverà.
E' importante che i fratelli non lo prendano in giro perchè così la sua umiliazione diventa sempre più grande.
Esistono vari tipi di enuresi: notturna con pipì durante la notte, diurna con pipì durante il giorno, primaria se non ha ancora imparato a trattenere la pipì, secondaria se si bagna per motivi psicologici.
E' probabile che a causa di un forte stress il bambino reagisca facendo la pipì a letto.
I motivi sono tanti tra cui lutto, la nascita di un fratellino, la separazione dei genitori oppure la mancanza di attenzione da parte di mamma o papà.
In ogni caso per l'enuresi secondaria basta che il genitore capisca il problema e lo affronti con il bambino per poter essere risolto.
Può destare più preoccupazione la pipì fatta dopo i 10 anni per 2 volte alla settimana, ma di solito non è necessario ricorrere a farmaci perchè è un evento che passa con la crescita.
Come aiuto per non bagnare più il letto è far andare in bagno il bambino ogni 2-3 ore, limitare le bevande di sera e farlo andare in bagno prima di andare a letto (la toilette dovrebbe essere sempre vicina alla cameretta).
Importante è dire al bambino di andare in bagno di notte se si sveglia oppure se ha paura del buio di chiamare uno dei due genitori che lo accompagni.
Ritorno a ribadire che rimproverando o prendendo in giro il bambino non risolve la situazione ma la peggiora.
Il bambino smette di fare pipì a letto quando si sente autonomo dalla mamma, se continua è un segno chiaro che vuole dirci qualcosa che dobbiamo capire anche osservandolo durante il giorno.
I bambini di 3-4 anni incominciano a controllare gli sfinteri, riuscendo così ad andare in bagno quando viene lo stimolo.
Capita però che di notte venga la necessità di fare la pipì e non riuscendo a svegliarsi perchè si dorme beatamente, si bagni il letto.
La mamma o il papà svegliati nel bel mezzo della notte non devono sgridare il bambino, per lui è già abbastanza umiliante fare la pipì a letto, se poi si aggiunge anche un bel rimprovero le sua autostima ne risentirà sicuramente.
E' bene quindi rassicurarlo che non è successo niente, farsi aiutare a cambiare le lenzuola, dobbiamo essere comprensivi perchè ogni bambino ha i suoi tempi e con un clima sereno la cosa si risolverà.
E' importante che i fratelli non lo prendano in giro perchè così la sua umiliazione diventa sempre più grande.
Esistono vari tipi di enuresi: notturna con pipì durante la notte, diurna con pipì durante il giorno, primaria se non ha ancora imparato a trattenere la pipì, secondaria se si bagna per motivi psicologici.
E' probabile che a causa di un forte stress il bambino reagisca facendo la pipì a letto.
I motivi sono tanti tra cui lutto, la nascita di un fratellino, la separazione dei genitori oppure la mancanza di attenzione da parte di mamma o papà.
In ogni caso per l'enuresi secondaria basta che il genitore capisca il problema e lo affronti con il bambino per poter essere risolto.
Può destare più preoccupazione la pipì fatta dopo i 10 anni per 2 volte alla settimana, ma di solito non è necessario ricorrere a farmaci perchè è un evento che passa con la crescita.
Come aiuto per non bagnare più il letto è far andare in bagno il bambino ogni 2-3 ore, limitare le bevande di sera e farlo andare in bagno prima di andare a letto (la toilette dovrebbe essere sempre vicina alla cameretta).
Importante è dire al bambino di andare in bagno di notte se si sveglia oppure se ha paura del buio di chiamare uno dei due genitori che lo accompagni.
Ritorno a ribadire che rimproverando o prendendo in giro il bambino non risolve la situazione ma la peggiora.
Il bambino smette di fare pipì a letto quando si sente autonomo dalla mamma, se continua è un segno chiaro che vuole dirci qualcosa che dobbiamo capire anche osservandolo durante il giorno.
martedì 4 settembre 2012
La TV e il bambino
Oggi tratto un argomento di cui si sente molto parlare.
La televisione è nociva per il bambino?
A questa domanda molti genitori risponderebbero di si, ma i veri motivi per cui la televiosne fa male si conoscono tutti?
I bambini dai 2 anni ai 10 passano mediamente dalle 2 a un massimo di 5 ore al giorno davanti alla tv.
Molto spesso il bambino viene "parcheggiato" davanti al televisore da solo, senza avere un limite di tempo, senza nessuno che gli spieghi cosa sta guardando e magari con il telecomando in mano in modo che sia libero di vedere ciò che vuole. Così capita che il bambino si imbatta in programmi violenti con la conseguenza che diventi aggressivo, incapace di sfogarsi se non con calci e pugni, trovando questo modo di comportarsi come l'unico modo possibile per esprimersi e per ottenere ciò che vuole.
Peggio ancora è quando vede la televisione come sostituta del genitore perchè effettivamente passa più tempo davanti allo schermo invece che con chi dovrebbe essere la sua figura di riferimento.
Va a finire che la tv diventa sua amica, che gli tiene compagnia, che lo rassicura, causando così una chiusura in se stesso.
Dannoso il ruolo che giocano le pubblicità nella mente del bambino. Queste infatti, sono ricche di messaggi subliminali capaci di influenzare il piccolo. Le peggiori sono quelle a loro dedicate. Altri coetanei che sponsorizzano un prodotto con un gran sorriso stampato sulle labbra , il bambino identificandosi con lui è deciso ad ottenere a tutti i costi quel prodotto.
Guardare passivamente la tv crea dipendenza, si ha meno voglia di muoversi e si registra un calo di curiosità, di ragionamento, voglia di esplorare anche perchè le immagini non lasciano il tempo di ragionare e di esprimere un'idea, per questo ciò che si vede viene interiorizzato così com'è.
Inoltre stare davanti alla televisione mangiando dolciumi, che magari vengono sponsorizzati, provoca obesità.
Bisogna anche ricordare che la vita frenetica dei genitori porta ad un abbandono alla tv per potersi rilassare dopo una giornata di lavoro. Per sentire cosa succede nel mondo si accende il televisore durante i pasti e le immagini del telegiornale, sicuramente non adatte al bambino, creano paure, incubi, difficili poi da eliminare. Numerosi sono i programmi che li impressionano. Proprio durante i pasti la televisione dovrebbe essere spenta perchè è uno dei pochi ( se non unici ) momenti in cui la famiglia si riunisce e si può discutere della giornata, è un momento adatto per conoscersi meglio.
Spesso dopo cena succede che i bambini finiscono ancora davanti la tv, la cosa allarmante è che si addormentano sentendo le voci dei programmi invece dei propri genitori oppure vanno a letto molto tardi.
Voglio inoltre ricordare che i bambini al di sotto dei 3 anni non dovrebbero guardare la televisione perchè si possono verificare ritardi nel linguaggio.
Qui sotto vi riporto consigli e regole fondamentali che dovrebbero essere seguite.
1 No tv a tavola.
2 No tv in camera dei piccoli.
3 No tv durante i compiti.
4 No tv come premio o punizione perchè così facendo gli si conferisce importanza.
5 Bisogna stabilire i tempi in cui il bambino può guardare la tv.
6 No tv prima di andare a scuola, provoca un calo di attenzione.
7 Usare il registratore per registrare programmi adatti a lui.
8 Guardare assieme la tv.
9 Discutere su ciò che si vede.
10 Guardare programmi intelligenti come documentari o programmi finalizzati all'apprendimento.
11 Non guardare gli stessi programmi e alla stessa ora perchè altrimenti diventa un obbligo.
La televisione è nociva per il bambino?
A questa domanda molti genitori risponderebbero di si, ma i veri motivi per cui la televiosne fa male si conoscono tutti?
I bambini dai 2 anni ai 10 passano mediamente dalle 2 a un massimo di 5 ore al giorno davanti alla tv.
Molto spesso il bambino viene "parcheggiato" davanti al televisore da solo, senza avere un limite di tempo, senza nessuno che gli spieghi cosa sta guardando e magari con il telecomando in mano in modo che sia libero di vedere ciò che vuole. Così capita che il bambino si imbatta in programmi violenti con la conseguenza che diventi aggressivo, incapace di sfogarsi se non con calci e pugni, trovando questo modo di comportarsi come l'unico modo possibile per esprimersi e per ottenere ciò che vuole.
Peggio ancora è quando vede la televisione come sostituta del genitore perchè effettivamente passa più tempo davanti allo schermo invece che con chi dovrebbe essere la sua figura di riferimento.
Va a finire che la tv diventa sua amica, che gli tiene compagnia, che lo rassicura, causando così una chiusura in se stesso.
Dannoso il ruolo che giocano le pubblicità nella mente del bambino. Queste infatti, sono ricche di messaggi subliminali capaci di influenzare il piccolo. Le peggiori sono quelle a loro dedicate. Altri coetanei che sponsorizzano un prodotto con un gran sorriso stampato sulle labbra , il bambino identificandosi con lui è deciso ad ottenere a tutti i costi quel prodotto.
Guardare passivamente la tv crea dipendenza, si ha meno voglia di muoversi e si registra un calo di curiosità, di ragionamento, voglia di esplorare anche perchè le immagini non lasciano il tempo di ragionare e di esprimere un'idea, per questo ciò che si vede viene interiorizzato così com'è.
Inoltre stare davanti alla televisione mangiando dolciumi, che magari vengono sponsorizzati, provoca obesità.
Bisogna anche ricordare che la vita frenetica dei genitori porta ad un abbandono alla tv per potersi rilassare dopo una giornata di lavoro. Per sentire cosa succede nel mondo si accende il televisore durante i pasti e le immagini del telegiornale, sicuramente non adatte al bambino, creano paure, incubi, difficili poi da eliminare. Numerosi sono i programmi che li impressionano. Proprio durante i pasti la televisione dovrebbe essere spenta perchè è uno dei pochi ( se non unici ) momenti in cui la famiglia si riunisce e si può discutere della giornata, è un momento adatto per conoscersi meglio.
Spesso dopo cena succede che i bambini finiscono ancora davanti la tv, la cosa allarmante è che si addormentano sentendo le voci dei programmi invece dei propri genitori oppure vanno a letto molto tardi.
Voglio inoltre ricordare che i bambini al di sotto dei 3 anni non dovrebbero guardare la televisione perchè si possono verificare ritardi nel linguaggio.
Qui sotto vi riporto consigli e regole fondamentali che dovrebbero essere seguite.
1 No tv a tavola.
2 No tv in camera dei piccoli.
3 No tv durante i compiti.
4 No tv come premio o punizione perchè così facendo gli si conferisce importanza.
5 Bisogna stabilire i tempi in cui il bambino può guardare la tv.
6 No tv prima di andare a scuola, provoca un calo di attenzione.
7 Usare il registratore per registrare programmi adatti a lui.
8 Guardare assieme la tv.
9 Discutere su ciò che si vede.
10 Guardare programmi intelligenti come documentari o programmi finalizzati all'apprendimento.
11 Non guardare gli stessi programmi e alla stessa ora perchè altrimenti diventa un obbligo.
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